lunedì 6 aprile 2020

CITE 51


All'età di 40 anni Franz Kafka (1883-1924) che non si era mai sposato e non aveva figli, stava passeggiando per il parco di Berlino quando incontrò una bambina che stava piangendo perché aveva perso la sua bambola preferita. Lei e Kafka cercarono la bambola senza successo.
Kafka le disse di incontrarlo lì il giorno dopo e che sarebbero tornati a cercarla.

Il giorno dopo, quando non ebbero ancora trovato la bambola, Kafka diede alla bambina una lettera "scritta" dalla bambola nella quale c'era scritto: "Per favore non piangere. Ho fatto un viaggio per vedere il mondo. Ti scriverò delle mie avventure."
Così iniziò una storia che proseguì fino alla fine della vita di Kafka.
Durante i loro incontri Kafka leggeva le lettere della bambola accuratamente scritte con avventure e conversazioni che la bambina trovava adorabili.

Infine, Kafka le riportò la bambola (ne comprò una) affermando che fosse tornata a Berlino dal suo lungo viaggio.
"Non assomiglia affatto alla mia bambola" disse la bambina.
Kafka le consegnò un'altra lettera in cui la bambola scriveva: "I miei viaggi, mi hanno cambiata.".
La bambina abbracciò la nuova bambola e la portò tutta felice a casa.

Un anno dopo Kafka morì.

Molti anni dopo, la bambina oramai adulta trovò una letterina dentro la bambola. Nella minuscola lettera firmata da Kafka c‘era scritto: "Tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l'amore tornerà in un altro modo.".

Non so se sia una storia vera. Ma mi ha colpito molto soprattutto in questo periodo di cambiamenti per me e per tutti. Perciò ho deciso di imprimerla qui.

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