
giovedì 1 ottobre 2026
mercoledì 2 settembre 2026
Trasmutare il caos in infinito: Yayoi Kusama e l’arte come cura dell’anima
La scomparsa di Yayoi Kusama, avvenuta lo scorso 14 agosto 2026 all'età di 97 anni a Tokyo (con la notizia resa nota verso la fine del mese), segna la fine di un’epoca per l’arte contemporanea.
Kusama non è stata soltanto la celebre "Regina dei pois".
Un'infanzia complessa: la genesi dell'ossessione
A differenza di quanto si potesse immaginare, l'infanzia di Yayoi Kusama nella città di Matsumoto non è stata felice né serena. Cresciuta in una famiglia benestante ma severa e rigida, Kusama dovette affrontare una madre abusiva e un clima familiare segnato da forti tensioni.
Fu proprio attorno ai 10 anni che manifestò i primi episodi allucinatori: visioni di motivi floreali o reticolati che prendevano vita, espandendosi a dismisura fino a inghiottire lo spazio circostante e la sua stessa figura. Per difendersi da questa sensazione di totale sopraffazione, la giovane Yayoi iniziò a disegnare ciò che vedeva. Dipingere i punti e le reti ripetitive diventò il suo unico scudo, l'unico modo per dare una forma finita a un terrore altrimenti ingovernabile.
Il ricovero volontario nel 1977: il manicomio come rifugio di creazione
Dopo la parentesi a New York negli anni ’60, intensa, carica di rottura ma anche di forte isolamento e incomprensione da parte del sistema dell'arte, Kusama fece ritorno in Giappone afflitta da una profonda crisi depressiva.
Nel 1977, compì una scelta di straordinaria consapevolezza: decise di auto-ricoverarsi volontariamente presso l’ospedale psichiatrico Seiwa a Tokyo. Da quel momento, l'ospedale è diventato la sua casa e la sua dimora d'elezione per quasi cinquant'anni.
Lontano dall'essere una prigione, per lei la struttura sanitaria si è rivelata un porto sicuro, un luogo di protezione dalle sovra stimolazioni del mondo esterno. Lì, affiancata da una routine terapeutica e dal suo studio di pittura situato a pochi passi dalla clinica, Kusama ha continuato a creare fino agli ultimi giorni di vita, dimostrando come la salute mentale non debba essere un limite alla creatività, ma possa trovare nell'arte una via di sublimazione e catarsi.
Specchi, ripetizioni e l'eco dell'anima
Nelle sue celebri "Infinity Mirror Rooms" e nelle sue installazioni, l'ossessione visiva si tramuta in meraviglia. I giochi di specchi, le luci ritmiche e le ripetizioni compulsive di pois sfondano i limiti fisici delle pareti per restituire un’immagine fedele del suo universo interiore: una mente affollata, densa di visioni e aperta verso l'infinito.
Attraverso il processo di "self-obliteration" (auto-annullamento), Kusama non cancella se stessa, ma si fonde con il tutto, superando la paura della frammentazione psichica per trasformarla in condivisione poetica.
Incontro con l'infinito: le mie tappe con Yayoi Kusama
- Milano - Piazza San Babila e collaborazione con Louis Vuitton, Creating Infinity a gennaio 2023
- Londra - Tate Modern, Infinity Mirror Rooms a marzo 2023
- Bergamo - Palazzo della Ragione, Infinito Presente a novembre 2023
Un'affinità profonda: da Kusama ad Alda Merini
Sentirsi affini a una figura come Yayoi Kusama o come la poetessa Alda Merini, significa riconoscere l'intima connessione che unisce la vulnerabilità della psiche alla forza generativa dell'espressione artistica. Entrambe hanno vissuto l'esperienza dell'isolamento e del manicomio, ma nessuna delle due ha permesso che il proprio disturbo definisse il confine delle proprie capacità.
Al contrario, hanno trasformato la sofferenza interiore in un dono: una sensibilità profonda e fuori dal comune, capace di far riflettere chiunque si trovi ad osservare una tela a pois o a leggere una poesia. L'arte di Kusama ci ricorda che anche all'interno del caos mentale più fitto è possibile trovare una luce immensa e infinitamente bella.
sabato 25 luglio 2026
venerdì 26 giugno 2026
Dietro la tela di Vincent: verità, tormento e l'anima che ha conquistato il mondo
Io sono un uomo passionale, portato a fare cose più o meno insensate, delle quali mi capita più o meno di pentirmi. Delle volte tendo a parlare o ad agire con un po’ troppa fretta, quando invece sarebbe meglio aspettare e portare pazienza.
Autunno, 1882. Sento in me una tal forza creativa che sono sicuro verrà il giorno in cui sarò in grado di produrre regolarmente ogni giorno cose buone. Passo di rado una giornata senza far niente, ma ciò che faccio non è ancora quello che vorrei. Mi capita tuttavia di provare l’impressione che ben presto sarò in grado di creare opere remunerative, e non mi stupirei se questo accadesse da un giorno all’altro. In ogni caso, sento che la pittura ridesterà ancora, indirettamente, qualcosa in me.
Settembre, 1888. Guardare le stelle mi fa sempre sognare, così come lo fanno i puntini neri che rappresentano le città e villaggi su una cartina. Perché, mi chiedo, i puntini luminosi del cielo non possono essere accessibili come quelli sulla cartina della Francia? Come prendiamo il treno per andare a Tarascona o a Rouen, così prendiamo la morte per raggiungere le stelle.
Settembre, 1888. Tu sei buono verso i pittori e, sappilo bene, più ci rifletto, più sento che non vi è nulla di più realmente artistico dell’amare il prossimo. (...) Per il momento non trovo ancora i miei quadri abbastanza buoni, in rapporto ai vantaggi che ho avuto da te. Ma quando saranno abbastanza buoni, ti assicuro che tu li avrai creati quanto me: il fatto è che noi li fabbrichiamo in due.
lunedì 1 giugno 2026
Come unire due sogni con la mia candidatura al Kyoto Art Retreat 2026
martedì 28 aprile 2026
Il viaggio di una capsula 👁️✨

lunedì 27 aprile 2026
CITE 58

"Non dipingo quello che vedo, ma quello che ho visto. Il disegno non è la forma, è il modo di sentire la forma."Edvard Munch
lunedì 23 marzo 2026
Mille occhi...fuori e dentro di me...
Il viaggio verso l'essenza
Spesso ci muoviamo nel mondo indossando maschere invisibili. In questa collezione, ho cercato di moltiplicare gli sguardi — mille occhi per spogliarsi di ogni artificio e ritrovare la propria vera essenza. È un viaggio dove il confine tra il reale e il sogno sfuma, permettendo a quel subbuglio interiore, spesso così difficile da spiegare a parole, di trovare finalmente una sua forma visiva.

Creare nel caos
Fuori e dentro di me regna spesso il caos. È un’infinità di parti che si muovono, cambiano e collidono. Eppure, davanti alla carta e ai colori, quel rumore bianco si trasforma in voce.
L’arte è diventata il mio approdo sicuro: una forza potente, l'unica capace di mantenermi connessa alla realtà e autenticamente viva, nonostante le tempeste emotive. Nelle opere esposte, ogni segno è un tentativo di dare ordine all'indefinibile.
L’unione come forza creativa

Nessun viaggio è completo senza qualcuno con cui condividerlo. Questa mostra è anche il manifesto di un'amicizia che si fa arte. Siamo unite nel creare e nel sostenerci; la nostra forza risiede proprio in questa capacità di amare ciò che facciamo e chi siamo.
Sono infinitamente grata per questo cammino condiviso tra gioie e sfide. Abbiamo scoperto mondi nuovi, sia fuori che dentro di noi, e portarli alla luce insieme ha reso ogni opera più densa di significato.
domenica 1 marzo 2026
ECHI INTERIORI. Lo spazio che accade.
Con immenso piacere sono a presentare la nostra nuova mostra che si terrà ad Arosio (CO) dal 14 al 22 marzo 2026.
Vi aspettiamo dal 14 marzo alle ore 17:00 per scoprire una parte dei nostri echi interiori alla base della nostra ricerca artistica.
✨ In locandina tutti i dettagli. ✨



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