giovedì 9 gennaio 2014

Le mie adorate macchinine

Oggi il mio umore è un po' grigio. È arrivato il momento della "dipartita" della mia ultima macchina e la malinconia ha bussato alla porta. Ripensando a tutti i veicoli che ho avuto finora, mi rendo conto che per me non sono mai stati semplici oggetti; erano estensioni meccaniche della mia persona.
Sì, io do loro un nome di battesimo e ci tengo tantissimo. Lo so, razionalmente sono solo pezzi di ferro, ma finisco per affezionarmi profondamente. Quando arriva il momento di lasciarli, è un colpo al cuore: passiamo insieme così tanti momenti, belli e brutti, che è impossibile restare indifferenti.

Ecco la mia storia al volante, dal 2002 a oggi:

1. IL TORIS (IL TORELLO)
Chrysler Voyager SE B (1998)
Ereditato da mio padre, era più un pulmino che un'auto normale, ma è su questo poderoso mezzo che ho imparato a guidare. Il motto di casa era: "Meglio imparare subito con le macchine difficili, così il resto sembrerà una bazzecola. E poi, se fai un incidente, si fanno male gli altri, non tu!"

Il nome derivava ovviamente dalla mole immensa. Essendo a sette posti, nonostante i consumi da jet privato, è stato il protagonista dei primi viaggi di gruppo con gli amici e delle sciate in montagna. Ci stava dentro letteralmente di tutto. Il mio primo, ingombrante amore a quattro ruote.

2. LA FIAMMETTA
Renault Clio ICE 1500 D d (2004)
Dopo anni di onorata carriera, il Toris è andato in pensione (mantenerlo era diventato insostenibile) e l'ho dato in permuta per la mia prima vera auto nuova di zecca, scelta e comprata interamente con i miei risparmi.

Il nome descriveva perfettamente il suo carattere: piccola, scattante e di un colore bellissimo, fuori dalla solita gamma standard. La amavo alla follia e la tenevo come un gioiello, macinando chilometri su chilometri. Purtroppo, nel 2007, un brutto incidente sulla SS36 l'ha distrutta. Ricordo che, dopo aver finito di fare il "flipper" contro il guardrail, il mio primo pensiero è stato: "CAZZOOOO LA MIA MACCHINAAA!!!". Io ne sono uscita quasi indenne, ma lei era pronta per lo sfasciacarrozze.

Da quel momento è iniziato il mio "declino" economico nel settore vetture: una macchina nuova era ormai un miraggio.

3. LA CATORCINA
Peugeot 106 B (1995)
All'inizio del 2008 è entrata in scena lei. Un amico di mia mamma l'aveva dimenticata in garage e me l'ha ceduta al puro costo del trapasso. Era vecchia, certo, ma mi restituiva l'indipendenza.

Il nome non ha bisogno di spiegazioni: data la veneranda età, ha iniziato subito a dare problemi. Finestrini bloccati, cinghie che urlavano in modo agghiacciante e una certa riluttanza ad accendersi. Ogni partenza era un terno al lotto; facevo gli scongiuri ogni volta che giravo la chiave.

Eppure, tra un odio profondo e un amore intenso, la Catorcina era un mito: l'Highlander delle auto. Avevo persino fondato un "club esclusivo" e una fan page su Facebook per chiunque avesse provato l'ebbrezza di salirci. Ma dopo che, nell'ottobre 2011, sono stata morsa da un cane mentre le cambiavo una gomma (due eventi non correlati, ma ugualmente assurdi), il mio patrigno ha deciso che era ora di trasformarla in un cubetto di metallo.

4. TRUDY
Renault Twingo 1200 B (2003)
Trovata in super occasione da un concessionario locale. Non era stata tenuta bene dalla precedente proprietaria, ma a me non importava: sarebbe passata sotto le mie cure amorevoli. Soprattutto, era una macchina funzionante! Questa in realtà era l'auto che sognavo fin dalle medie per via della sua linea insolita e dei colori pazzeschi.

Appena presa è stato di nuovo amore: veloce, leggera, scattante. In questi due anni ci ho fatto diversi viaggetti; per me era ideale. Le ho dato il nome Trudy con molta autoironia per via della sua forma a "supposta": il nome completo sarebbe Trudy l'anal intruder. Piccola ma potente. Un nome frivolo e spassoso (anche un po' volgare, lo ammetto, ma chissenefrega!).

Ma arriviamo al presente… dopo 8 mesi di inutilizzo (sorvoliamo sul motivo), il 20 dicembre l'ho ripresa in mano fresca di revisione. Il 24 dicembre la mia Trudy è defunta. La cinghia di distribuzione si è rotta spaccando completamente il motore. Non potendo permettermi le riparazioni, ho deciso a malincuore di rottamarla. Con molta rabbia, perché senza il suo "cuore pulsante" la macchina è diventata inutilizzabile.

Me ne farò una ragione, ma intanto i miei adorati "pezzi di ferro" sono stati tappe fondamentali della mia vita. Per il futuro vedremo… per ora continuerò a utilizzare l'unico mezzo che finora non mi ha mai tradito: LE MIE GAMBE! :-P

4 commenti:

cooksappe ha detto...

forte :^)

Il paese dei balocchi ha detto...

:D

Dama Arwen ha detto...

La catorcina è uella con cui siamo andate assieme al raduno di Arezzo??

Il paese dei balocchi ha detto...

No, quella era la fiammetta ;-)